Francobolli del Regno d’Italia

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Il 10 gennaio 1859 a Torino, Vittorio Emanuele II, re di Sardegna pronunciò il celebre discorso che diede avvio alla seconda Guerra d’Indipendenza Italiana.

“Il nostro paese, piccolo per territorio, acquistò credito nei Consigli d’Europa perché grande per le idee che rappresenta, per le simpatie che esso ispira. Questa condizione non è scevra di pericoli, giacché, nel mentre rispettiamo i trattati, non siamo insensibili al grido di dolore che da tante parti d’Italia si leva verso di noi!”

 Per l’Austria, il riferimento al Lombardo- Veneto e al fervore dell’opinione pubblica patriottica in quella regione, fu un affrontò. Decise così di inviare il 3° Corpo a sostegno delle truppe stanziate nel Nord d’Italia. La forte concentrazione di truppe piemontesi e di volontari sul confine lombardo, indusse Vienna a inoltrare un ultimatum al Regno Sabaudo con l’ingiunzione di disarmare le truppe entro tre giorni. Fu l’occasione che il primo ministro Cavour aspettava. I patti segreti, stipulati fra Piemonte e Francia a Plombières, prevedevano, infatti, un intervento francese al fianco del Piemonte solo in caso di aggressione da parte degli austriaci. Intanto gli echi del discorso accesero la miccia della ricolta in tutta la penisola: i lombardi manifestarono il loro entusiasmo, mentre i volontari passarono il Ticino per unirsi all’esercito sabaudo. La seconda guerra d’Indipendenza italiana ebbe inizio.

Nel 1859-60 non si poteva più parlare di Regno di Sardegna ma di Stato Italiano. A seguito della guerra con l’Austria, gli Stati Sardi avevano conquistato gran parte del territorio dell’Italia settentrionale. Garibaldi con la conquista del Regno delle due Sicilie costrinse re Vittorio Emanuele II, per scongiurare un intervento francese in difesa del Papa, ad occupare nuovi territori pontefici per bloccare la sua Marcia su Roma. Il 17 dicembre del 1860 a seguito dei Plebisciti in Abruzzi, Campania, Basilicata, Calabria, Sicilia e, nel novembre dello stesso anno, anche in Umbria e Marche, queste regioni vennero dichiarate “parte integrale dello Stato Italiano“. Contemporaneamente viene sciolto il Parlamento Subalbino ed indette le prime elezioni italiane. Il 18 febbraio si riunisce a Torino il nuovo Parlamento italiano che offre a Vittorio Emanuele II la corona del nuovo Regno costituito.  Il 20 febbraio Il Re tenne il celebre discorso della Corona che così recita:

Signori Senatori! Signori Deputati!

Libera ed unita quasi tutta, per mirabile aiuto della divina Provvidenza, per la concorde volontà dei popoli, e per lo splendido valore degli eserciti, l’Italia confida nella virtù e nella sapienza vostra.
A voi si appartiene il darle istituti comuni e stabile assetto. Nello attribuire le maggiori libertà amministrative a popoli che ebbero consuetudini ed ordini diversi veglierete perché l’unità politica, sospiro di tanti secoli, non possa mai essere menomata. L’opinione delle genti civili ci è propizia; ci sono propizi gli equi e liberali principii che vanno prevalendo nei Consigli d’Europa. L’Italia diventerà per essa una guarentigia di ordine e di pace, e ritornerà efficace stromento della civiltà universale”.

Il 1° marzo dello stesso anno nascono le Poste Italiane, un servizio di posta unificato con nuove strutture, servizi e norme di funzionamento comuni.

Durante i primi mesi dell’unificazione i francobolli in uso erano ancora quelli del Regno di Sardegna e la prima vera serie italiana è normalmente considerata la Prima emissione dentellata del 1862 che venne realizzata aggiungendo la dentellatura alla quarta emissione del Regno di Sardegna. Nel maggio del 1862 fu approvata la nuova Legge postale che unificava a 15 c. la tariffa per le lettere e favoriva l’affrancatura, ponendo al doppio la tassa per la corrispondenza non franca. Nel relativo Regolamento di attuazione fu prevista l’emissione di una serie di 8 francobolli recanti al centro lo stemma sabaudo. L’1 gennaio del 1863 venne emesso un francobollo da 15 c., valore complementare per la nuova tariffa interna, con al centro l’effigie di Vittorio Emanuele II in rilievo, tipo Matraire.

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Seguirono numerose altre emissioni, per citarne alcune:

  • 1º gennaio 1863 Segnatasse con la Cifra in Ovale;
  • 10 febbraio 1863 15 centesimi litografico;

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  • 1º dicembre 1863 Prima serie definitiva (De La Rue);
  • 1º gennaio 1865 Soprastampa ferro di cavallo;

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I francobolli del Regno d’Italia sono quelle emissioni diffuse da Poste italiane a partire dall’unificazione della Nazione, avvenuta nel 1861 con la convocazione del primo parlamento italiano, fino all’avvento della Repubblica Italiana nel 1946. Possono quindi distinguersi 4 periodi in base al regnante di riferimento: Vittorio Emanuele II, Umberto I, Vittorio Emanuele III ed Umberto II.

Le collezioni di Regno d’Italia rimangono tra le più belle nel mondo della filatelia.

C.M.

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